molto più lontane.
Lynds, attraverso osservazioni spettroscopiche estese su tutta la zona, trovò che tre galassie (NGC7320, NGC7331 ed NGC7343) avevano velocità radiali tutte intorno ai 1000 km/s, mentre le quattro galassie restanti del quintetto e altre 17 galassie anonime della zona avevano tutte velocità radiali intorno ai 7000 km/s. Non sembrava quindi sostenibile che oltre venti galassie avessero uno spostamento verso ilrosso anomalo per far parte di un gruppo che, in realtà, era determinato soltanto da tre. Era più naturale pensare che ci fosse un gruppo distante, più numeroso, avanti al quale si proiettassero tre galassie più vicine, una delle quali, NGC7320, cadeva proprio di fronte a un gruppetto di quattro, formando il quintetto di Stephan.
Le cose erano a questo punto quando, nel 1971, si verificò un evento di straordinaria importanza, tale da portare un contributo decisivo alle tesi degli avversari di Arp: in una delle quattro galassie controverse si accese una supernova. La stella apparve in NGC7319 e fu scoperta da L. Rosino dell'Osservatorio di Asiago. Rosino potè ricavare la distanza della supernova e quindi quella della galassia NGC7319 nella quale era apparsa. Quella distanza risultò di 138 Mpc e, in ogni caso, non inferiore a 102 e non superiore a 175 Mpc. Il valore era in perfetto accordo con quello di 111 Mpc ricavato dall'ipotesi di uno spostamento verso il rosso puramente cosmologico.
Questo risultato sembrerebbe tagliare la testa al toro: Invece ancora si continua a discutere sugli spostamenti anomali delle quattro galassie e sul fatto se il quintetto