NGC2362

Ammasso galattico

Altri nomi: Caldwell 64,
Melotte 65

NGC2362

Indice
Costellazione

Cane Maggiore

Cenni storici

Ascensione Retta

07h 18m.8

L'osservazione di NGC2362

Declinazione

-24° 57'

Cos'altro c'é da sapere

Distanza

5000 a. l.

 
Mag. Visuale 4.1
Estensione (') 8

Immagine tratta dal sito internet SkyView della NASA

Trumpler I, 3, p, n

 

Cenni storici

Questo interessante ammasso galattico, che avvolge, simile, in un binocolo, ad una nebulosità che avvolga la stella di 4a mag. t Canis Majoris, fu scoperto da Hodierna anteriormente al 1654 (anno di pubblicazione del "De Admirandis Coeli Characteribus, in cui è citata), ma la paternità della scoperta è dimostrata irrefutabilmente dagli schizzi della costellazione del Cane Maggiore conservati tra i "manoscritti di Vigevano".

 

 Osservare NGC2362

NGC3262Come già osservato, negli strumenti più piccoli l’ammasso può essere scambiato per una nebulosità attorno alla brillante t Canis Majoris (a destra un particolare dell'ammasso tutto attorno a questa stella, sempre tratto dal Digitized Sky Survey). Ma basta uno strumento da 60 mm. per risolverlo in una quarantina di stelle fra mag. 7½ e circa 13. Sono tutte giganti bianche e azzurre di grande massa e luminosità; per darne un’idea: il Sole, a quella distanza (4600 a. l. secondo Burnham) non supererebbe mag. 15½.

 

 

Cos’altro c’è da sapere

NGC2362 è un oggetto di grande importanza nello studio dell’evoluzione stellare, dato che è certamente uno degli ammassi galattici in assoluto più giovani. Il suo diagramma h-r presenta una caratteristica particolare: la considerevole disposizione di molti dei suoi membri a destra della linea di età zero relativa alla sua sequenza principale. Questa caratteristica dimostra che le stelle che si trovano in quella posizione non hanno ancora raggiunto lo stato di stelle propriamente detta, ma si trovano ancora in fase di contrazione gravitazionale: sono, cioè, ancora "protostelle".

E’ strano che in alcuni ammassi così giovani manchi qualunque traccia evidente di nebulosità, come nel caso di NGC2362 e di h e c Persei, mentre in altri, come NGC2264 in Monoceros, la nebulosità è presente i abbondanza. La risposta giusta, probabilmente, era stata già data da Hoyle diversi anni fa, e le osservazioni di Hubble nella Eagle Nebula sembrano avergli dato ragione: la formazione stellare, normalmente, non viene osservata perché celata ai nostri occhi da dense coltri di materia interstellare: ma la fotoevaporazione spazza via le nubi di gas e polveri, svelandoci le giovani stelle. In alcuni casi, quali quelli delle più imponenti nebulose ad emissione, alcune stelle dell’ammasso si sono già liberate e ci appaiono in tutto il loro splendore, mentre altri vasti banchi di gas, eccitati da stelle spesso ancora nascoste, continuano a formare nebulose ad emissione, ed altri, troppo spessi e densi, celano completamente le fonti di luce dietro di esse (e sono le nebulose oscure). Altri ammassi, nati probabilmente da nebulose meno estese, le giovani stelle massicce spazzano via rapidamente, con l’enorme pressione della loro irradiazione nell’ultravioletto, le nebulosità residue. A parte, in qualche caso come le Pleiadi, quel tenue velo di materia interstellare sufficiente a dar luogo a quell’evanescente nebulosità riflessa, rilevabile solo grazie all’estrema vicinanza dell’ammasso.

Quasi al centro dell’ammasso si trova, come già osservato, la stella t (o 30) Canis Majoris, quasi certamente membro del gruppo. Questa stella sembra presentare una modesta (0.10 mag.) variabilità, e O. Struve e A. Pogo (1928) trovarono che è una binaria spettroscopica con periodo 154.8 giorni. Se veramente è membro del gruppo, questa stella è una delle più luminose supergiganti conosciute: la sua mag. assoluta sarebbe di -7, con la luminosità di 50.000 Soli!

 

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