M8 (NGC6523)

Nebulosa diffusa ("Lagoon Nebula")

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Costellazione Sagittario

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Ascensione Retta 18h 1.6m

Cenni storici

Declinazione -24° 20'

L'osservazione di M8

Distanza 6500 a.l.

Cos'altro c'é da sapere

Mag. visuale

6

Newton 412 mm. F/4.3; 25 min. su Fuji Super
G 800 Plus, autori Giorgio Puglia e

Carmelo Zannelli.
Ø (') 90x40 

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Cenni storici

La scoperta di M8 viene attribuita a Le Gentil (1747); ma, come spesso é accaduto anche con numerose altre nebulose a diffusione, l'ammasso di giovani stelle che si è formato dal materiale della nebulosa è stato scoperto prima della nebulosa stessa. Non è difficile capire il perché: le stelle sono molto più brillanti della nebulosa, e spesso i telescopi che per primi hanno osservato quelle stelle non erano abbastanza luminosi da lasciar scorgere anche la nebulosa.

Fino al 1984, la scoperta dell'ammasso aperto NGC6530, posto nella zona orientale di M8, era stata attribuita a Flamsteed (1680), prima che Le Gentil trovasse la nebulosa. Ma oggi è dimostrato che l'ammasso era stato descritto, insieme a diversi altri oggetti, da G. B. Hodierna nel suo "De Admirandis Coeli Characteribus" stampato a Palermo nel 1654.

La descrizione di Messier: "Ammasso di stelle che appare sotto forma di nebulosa se si osserva con uno strumento ordinario da tre piedi (lunghezza focale, NdT); ma con un ottimo strumento non si nota altro che una gran quantità di piccole stelle; vicino a quest'ammasso c'é una stella molto brillante, circondata da una luce molto debole; é la nona stella del Sagittario, secondo il Catalogo di Flamsteed, di settima magnitudine; questo ammasso sembra avere una forma allungata che si estende da nordest a sudovest, tra l'arco del Sagittario e il piede destro diOfiuco.."

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L'osservazione di M8

M8 è situata in un campo veramente ricco della Via Lattea, nella costellazione del Sagittario. Si trova a circa 4.7° O e appena un po' a N di l Sagittarii, ed é chiaramente visibile ad occhio nudo come una chiazza luminosa simile ad una cometa, appena un po' fuori dalla corrente principale della Via Lattea.

Nei piccoli telescopi, M8 appare come una tenue nebulosità che avvolge l'ammasso aperto NGC6530. Si estende per oltre 1/2° (secondo Kenneth Glyn Jones , 90x40 minuti d'arco, il che corrisponde a circa 160x70 a.l. se la distanza da noi di circa 6.000 a.l. è esatta, il che non è certo), per cui occorre un oculare a largo campo per osservarla in tutta la sua estensione.

Nelle fotografie a lunga posa M8 é un oggetto splendido, che mostra una grande abbondanza di intricati dettagli in un intreccio di nebulosità brillanti e oscure. Una delle più rimarchevoli caratteristiche della Laguna è appunto la presenza di nebulose oscure, conosciute come "globuli di Bok", che sono nubi protostellari in fase di collasso gravitazionale, con diametri di circa 10.000 unità astronomiche.

Nelle fotografie a largo campo la Laguna è spesso ripresa insieme alla Nebulosa Trifida (M20), che si trova poco più di 1° a N, e all’ammasso aperto M21, che a sua volta è spostato di pochi primi a NE di quest’ultima.

Il dettaglio più appariscente di M8 é l'ampio canale oscuro che taglia in due la nebulosa proprio lungo la sua parte centrale, e che Herschel per primo descrive; la fascia oscura non é del tutto tale, ma mostra dei filamenti brillanti che corrono parallelamente ai bordi del canale, soprattutto dal lato occidentale.

Proprio 3' ad OSO da 9 Sagittarii si trova la porzione più brillante della nebulosità, un "nodo" a forma di "8" largo circa 30", spesso chiamato, a causa della sua forma, "Hourglass Nebula" ("Nebulosa Clessidra"): questo è il primo particolare di M8 che appare sulle pellicole fotografiche. La nebulosa "Hourglass", fra l'altro, é una radiosorgente.

Transito al meridiano. - Il 14 giugno M8 a Palermo transita sul meridiano alle 23h 42m 11s (T. U.).

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Cos'altro c'é da sapere

La metà occidentale di M8 é dominata da due stelle brillanti, separate da soli 3'; quella più meridionale é 9 Sagittarii, Classe spettrale O5, magnitudine 5.97. Questa sembrerebbe essere la principale responsabile della luminosità della nebulosa, benché W. Baade abbia ipotizzato che molte altre stelle caldissime probabilmente esistono all'interno della nube, totalmente oscurate dall'immane quantità di nebulosità oscura.

La metà orientale di M8 contiene, come già detto, l'ammasso NGC6530, che si estende per circa 10'. I membri più brillanti sono subgiganti di tipo B0 IV. Nel 1919 Lampland identificò 18 variabili nell'ammasso e nella nebulosità che l'avvolge; sembra siano stelle a "flare" e variabili del tipo T Tauri, che non hanno ancora raggiunto la sequenza principale.

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