M71 (NGC6838)

Ammasso Globulare

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Costellazione Sagitta

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Ascensione retta

19h 53m.8

Cenni storici

Declinazione +18° 47' 

L'osservazione di M71

Distanza

13040 a.l.

Cos'altro c'é
da sapere

Mag. visuale 8.30
Ø (')

13

Shapley

Tipo 'g'

Vel. radiale (km/s)

-19

Cl. spettrale integrata

G32

Newton Ø 412 mm. f/4.3 dell'O.R.S.A.; autori Giorgio
Puglia e Carmelo Zannelli, 15 minuti su Fuji Super
G 800 Plus. 

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Cenni storici

M71 è stato (probabilmente) scoperto da de Chéseaux nel 1746, e riscoperto indipendentemente da Koehler tra il 1772 e il 1779. Quest’ultimo lo descrive come una “...pallida chiazza nebulosa in Sagitta, long. 310° 50': lat. 39° N”; Méchain lo riscoprì il 28 giugno 1780.

Messier, il 4 ottobre 1780, lo cataloga con la seguente descrizione: “Nebulosa scoperta da Méchain il 28 giugno 1780 fra le stelle gamma e delta Sagittae (...) La luce è estremamente debole, e non contiene stelle (...) Si trova circa 4° sotto quella che M. Messier ha scoperto nella Vulpecula, vedi al n° 27...”

E John Herschel, che disponeva di ben altri mezzi di osservazione: “Grande e ricchissimo ammasso, con stelle di mag. 11-16”.

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Osserviamo M71

Si trova circa a metà strada tra d e g Sagittae, un po' più a sud della linea che congiunge le due stelle.

E' un ricco e compatto ammasso di piccole e deboli stelle, ma per molto tempo, la classificazione di M71 come ammasso globulare è stata incerta: molti astronomi pensavano piuttosto che si trattasse di un ammasso galattico particolarmente concentrato, sul tipo di M11. Fra questi, Shapley e Trumpler: infatti la classificazione di Shapley, come si vede in tabella, e “tipo ‘g’ ”, classificazione che sta a designare un ammasso galattico e non un globulare.

30’ a SSO di M71 c’è un ammasso grande ma estremamente sparso: H20, povero di stelle, ben difficilmente individuabile.

Transito sul meridiano. - Il 14 luglio M71 transita sul meridiano di Palermo alle 23h 33m 36s.

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Cos'altro c'é da sapere

Nel 1943 James Cuffey, nel corso dei suoi studi particolarmente accurati su entrambi i tipi di ammassi, paragonando M71 ad NGC5053 ed M68, tipici rappresentanti di due particolari classi di ammassi globulari, trovò che la somiglianza con quelli era assai maggiore che con qualunque ammasso aperto, per quanto denso.

 Inoltre, la sua elevata velocità radiale (-80 km/sec.) e le sue stelle più brillanti, che sono rosse, giocano decisamente a favore dell'appartenenza di M71 alla categoria degli ammassi globulari. Al contrario, il fatto che in esso non siano state scoperte variabili a corto periodo e il suo collocamento nella Via Lattea sono punti a favore della classificazione come ammasso aperto.

Ancora: lo stesso Cuffey, nel 1959, ha tracciato un diagramma colore-magnitudo ricavato da lastre del Mcdonald Observatory e del 100" di Mount Wilson che induceva a propendere per l'appartenenza agli ammassi galattici; e tuttavia, l'ipotesi dell'ammasso globulare continua tuttora a godere del più ampio consenso.

Le fonti più recenti concordano nell'attribuire ad M71 la qualifica di ammasso globulare. Il suo nucleo più denso ha un diametro di circa 5', e le fotografie lo mostrano esteso per circa 7', che alla distanza stimata di circa 12000 anni luce (secondo le stime più recenti) corrispondono ad un'estensione di soli 25 anni luce, che sono veramente pochi per un ammasso globulare.

Tuttavia, sono stati scoperti alcuni membri estremamente deboli più distanti, per un diametro totale di circa 24', che portano l'estensione lineare a 90 anni luce.

C'è però da dire che, secondo Kenneth Glyn Jones, la qualità di membri di queste deboli stelle non è stata confermata.

M71 contiene almeno sei giganti di tipo M.

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