M6 (NGC 6405)

Ammasso aperto (Butterfly cluster)

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Costellaz. Scorpione

M6

M6

 

Ascensione retta 17h 36m.8
Declinaz. -32° 11'
Distanza 2000 a.l.
Mag. visuale 5.3
Ø (') 15
Shapley

Tipo ‘e’

 

Cenni storici

Trumpler

II, 3, m

L'osservazione di M6

Cos'altro c'é da sapere

A sinistra, un'immagine di M6 ripresa da Giorgio Puglia e Carmelo Zannelli
con il Newton da 412 mm f/4.3 dell'O.R.S.A. (15 min. su Fuji Super G 800
Plus); a destra. la tavola di M6 disegnata da G. B. Hodierna a pag. 43 del De Admirandis Coeli Characteribus.

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Cenni storici

Fino al 1984, la scoperta di M6 veniva attribuita a de Chéseaux (1746). Ma nel 1985 gli studi di Giorgia Foderà, Pietro Nastasi e Lucio Indorato dimostrarono che quest'oggetto era già stato osservato e descritto, nel "De Admirandis Coeli Characteribus" (Palermo, 1654) da Giovan Battista Hodierna. Hodierna così descrive M6: "Quarta Nebulosa secunda, & exigua duarum est, quae candescunt iuxta Aculeum Scorpionis, haec vero ipsi Aculeo praeminet declinans à magna in Boream, & occasum".

Secondo Burnham, comunque, M6 era già stato osservato da Tolomeo e da Ulugh Beg. Il che non è improbabile, dato che M6 è abbastanza facilmente visibile ad occhio nudo: potrebbe essere parte, insieme al suo vicino e più imponente ammasso M7, di quel "Girus ille nebulosus" che viene menzionato nell’edizione dell’Almagesto del 1551.

Messier lo trovò nel 1764, e lo descrisse come "un ammasso di piccole stelle tra l'arco del Sagittario e la coda dello Scorpione. Ad occhio nudo sembra una nebulosa senza stelle, ma anche un piccolo telescopio lo rivela come un ammasso di piccole stelle. Diam. 15'".

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L'osservazione di M6

M6 si trova circa 5° a N della coda dello Scorpione (stelle l e n), e circa 3½° a NO dall'altro, più grande, ammasso galattico M7.

Una volta inquadrato M7, che è molto più brillante, in un binocolo 11x70, si trova facilmente M6 appena fuori dal campo, a 45° circa sulla destra. Con un cielo abbastanza buio, i due ammassi, immersi nell’argentea corrente della Via Lattea, costituiscono uno spettacolo stupefacente. Alle latitudini siciliane, inoltre, è possibile, scendendo di una decina di gradi in declinazione verso SO, osservare un altro splendido oggetto, anch’esso descritto per la prima volta da Hodierna e che era un po’ troppo meridionale per Messier: NGC6231, che si trova appena a N di z1 e z2 Scorpii.

M6 é soprannominato "Butterfly cluster", perché ricorda la forma di una farfalla con le ali aperte. La figura della "farfalla" che dà il soprannome all'ammasso ha una larghezza di circa 9 a. l., ma il diametro totale dell’ammasso supera i 20 a. l.; M6 è, tra gli oggetti Messier, probabilmente il più vicino al Centro della Galassia. Nelle sue vicinanze si trovano molti ammassi più piccoli: a 1.2° OSO da esso, per esempio, c'é il gruppo sparso NGC6383.

M6 è un ammasso estremamente ricco e brillante, in cui innumerevoli stelle piccole ed evanescenti si dispongono in curiose disposizioni e disegni intriganti insieme a quelle più brillanti e cospicue. La più caratteristica tra tali figure è una specie di V formata da 7 stelle, tutte più o meno dello stesso splendore.

M6 si trova in una delle regioni più affollate della Via Lattea, e nelle sue vicinanze si trovano diversi ammassi più piccoli. Il più cospicuo è il già citato NGC6383, un ammasso galattico piuttosto rado, che racchiude una quarantina di stelle in un campo di 5’ (mag. 5.5): si trova 1.2° a SO di M6.

Transito al meridiano. - Il 15 giugno M6 transita sul meridiano di Palermo alle 23h 14m 19s (T. U.).

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Cos'altro c'é da sapere

In uno studio di A. Wallenquist del 1959 sono stati identificati, in un campo di 54' di diametro, almeno 80 membri dell'ammasso, con una densità centrale di circa 25 stelle per parsec cubico, e di circa 0.6 stelle per parsec cubico come densità complessiva dell'intero ammasso.

In uno studio fatto presso l'Harvard's Boyden Observatory in Sud Africa nel 1958, sono state rilevate le magnitudini fotoelettriche e i colori di 132 stelle dell'ammasso. E' risultato che la grande maggioranza dei membri sono stelle del tipo B della sequenza principale, con la rilevante eccezione della stella #1, che é evoluta nello stadio di gigante gialla.

Burnham suggerisce per M6 un'età di 100 milioni di anni, mentre lo Sky Catalog 2000.0 dà una stima di 50 milioni di anni. Non c'é uniformità neppure nella valutazione della distanza di M6. Rohlfs fornisce una stima di circa 2000 a. l., mentre A. Becvar dà una valutazione di 1860 a. l.; Hogg dà un valore di 1300 a. l., e Kenneth Glyn Jones (1968) non si discosta di molto dalle valutazioni di Hogg.

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NGC6383

Ammasso galattico

Costellazione Scorpione Una quarantina di stelle distribuite in un campo di 5', che si avvicinano a noi alla velocità di 4 km/s.

La stella più brillante é di magnitudine 5.64, la più calda é di tipo spettrale O7.

Lo Sky Catalogue 2000.0 gli attribuisce un'età di 4.5 milioni di anni.

Ascensione retta 17h 34m.8
Declinazione -32° 34'
Distanza 4500 a. l.
Mag. visuale 5.5
Estensione (') 5
Trumpler IV, 3, p, n