M31 (NGC 224)Galassia spirale, la Grande Galassia in Andromeda |
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| Costellazione | Andromeda | ||||
| Ascensione retta | 00h 40'.0 |
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| Declinazione | +41° 00' |
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| Mag. visuale | 4.8 |
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| Distanza | > 2.2 mil. a.l. circa. |
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| Ø (') | 160x40 | ||||
| Tipo | Sb |
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| Vel. radiale (km/s) | -59 | ||||
In alto: comp. di 2 pose (v. Album AIDA). In basso, un disegno di John Herschel, riportato in "Outlines of Astronomy". |
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Essendo visibile ad occhio nudo in buone condizioni di seeing, quest'oggetto era già noto nell'antichità. L'astronomo persiano Abd al-Rahman Al-Sûfi lo designò col nome di "piccola Nube" nel suo "Libro delle Stelle Fisse" del 964 d.C.; ma non può esserne considerato lo scopritore, dato che egli stesso ne parla come di un oggetto ampiamente noto ai suoi tempi. Messier, che evidentemente non ne era al corrente, ne ascrisse la scoperta a Simon Marius, il quale l'aveva descritta nel 1612, dopo averla osservata al telescopio, come "...simile alla fiamma di una candela vista attraverso un corno...biancastra, irregolare; più brillante verso il centro".
G. B. Hodierna (1597-1660), astronomo siciliano alla corte di Giulio Tomasi e Caro, il primo dei famosi "Gattopardi", la riscoprì indipendentemente, non essendo al corrente né della menzione di Al Sûfi né della scoperta di Marius, e la descrisse nel suo "De Admirandis Coeli Characteribus", stampato a Palermo nel 1654. Ecco la descrizione che ne dà Hodierna, a pag. 10 del "De Admirandis...": "A queste due ugualmente mirabili ne aggiungo una terza veramente insigne, da nessuno (per quanto ne sappia) osservata. Osservo questa 'stellam caecam' sulla coscia destra di Andromeda, o sotto il giglio di Cassiopeia...per quanto vista attraverso il telescopio, in essa non appare una moltitudine di stelle concentrate, ma ancora lo splendore di stella occulta, simile ad una cometa..."
Messier la inserisce nel suo catalogo 110 anni più tardi, il 3 agosto 1764, quando è un oggetto ormai ben noto: "La bella nebulosa della cintura di Andromeda, in forma di fuso; M. Messier l'ha esaminata con diversi strumenti, e non vi ha riconosciuta alcuna stella: essa somiglia a dua coni o piramidi di luce opposti per la base...Questa nebulosa fu scoperta nel 1612 da Simon Marius..."
Fu a lungo nota come la "Grande Nebulosa di Andromeda": fino ai primi anni del XX sec. non era affatto certo che M31 si trovasse fuori della Via Lattea.
William Herschel credeva, ovviamente sbagliando e di molto, che la sua distanza da noi non eccedesse le 2000 volte la distanza di Sirio. Fu Immanuel Kant il primo ad ipotizzarne la possibile natura extragalattica, nella sua "Storia generale della natura e teoria del cielo". In quest'opera, il grande filosofo ipotizzava che le nebulose, "o piuttosto una specie di esse", fossero realmente dischi stellari aventi più o meno la forma e le dimensioni della nostra galassia. Esse apparirebbero ellittiche perché sono viste, per la maggior parte, in prospettiva obliqua; ovviamente, la loro evanescenza è dovuta all'enormità della distanza.
William Huggins, il pioniere della spettroscopia, notò per primo le differenze spettrali tra le vere nebulose gassose e queste altre, che ora sappiamo essere galassie. Il dilemma fu chiarito definitivamente nel 1923,allorchè il telescopio da 2.5 m. di M. Wilson fu in grado di risolverla, almeno parzialmente, in stelle. Di queste, molte erano variabili del tipo Cefeidi, di cui si potevano osservare le variazioni di luminosità: dal loro periodo si dedusse la magnitudine assoluta e, di conseguenza, dal confronto con quella apparente, anche la distanza. Anche se la stima della distanza ebbe a subire, da allora, diverse correzioni dovute a fattori quali la diversa stima del valore dell'assorbimento del mezzo interstellare, pure era tale da non lasciar dubbi circa la natura extragalattica di M31.
La prima supernova che sia mai stata osservata al di fuori della nostra galassia fu scoperta da Hartwig il 20 agosto 1885 in M31; fu designata come S Andromedae, e raggiunse mag. 6 circa. Il fenomeno fu osservato da diversi altri astronomi, ma soltanto Hartwig ne comprese l'importanza.
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M31 si trova a 1° O circa della stella n Andromedae (mag. 4.52). E' visibile ad occhio nudo (in caso contrario Al-Sûfi non avrebbe certo potuto descriverla). Le sue dimensioni (6 volte circa il diametro apparente della Luna Piena, lungo l'asse maggiore) sono tali che la sua visione, a causa degli eccessivi ingrandimenti, non é tanto spettacolare al telescopio quanto in un buon binocolo: splendida la visione che se ne può ottenere con un 7x50, anche di modesta qualità, sotto un cielo veramente buio.
I telescopi amatoriali di dimensioni più ragguardevoli possono invece permettere la visione dei più luminosi tra gli oltre 300 ammassi globulari che avvolgono l'alone di questa superba galassia. Per le nebulose planetarie (Baade, nel 1955, ne scoprì 5, ma di mag. 22) ci vogliono ben altri mezzi.
Ci si potrebbe
chiedere come mai, se quest'oggetto é così grande, non si osservi ad occhio nudo in
tutta la sua magnificenza ma si riesca a malapena, sapendo dove guardare, a scorgere un
tenue, pallidissimo baluginìo nebbioso. Il motivo é semplice: non é di ingrandimenti
che necessitiamo, quando osserviamo quest'oggetto, ma di un "amplificatore di luce":
M31 é molto grande, ma estremamente debole, e la luce che riesce a raccogliere la nostra
pupilla é troppo poca per rivelarla. Un binocolo, avendo una pupilla d'entrata
(l'obiettivo) dieci volte maggiore (50 mm. contro i 5, in media, di una pupilla umana
adattata al buio), ha una capacità di raccogliere luce cento (10 al quadrato) volte
superiore; ecco perché con un binocolo, anche di modesta potenza, riusciamo a vedere
così tanto di più che ad occhio nudo. L'immagine a destra in alto, ottenuta con il
Newton da 412 mm. dell'O.R.S,A., mostra le regioni centrali della galassia con il nucleo,
che é la parte visibile ad occhio nudo, e le evidenti bande di ploveri che ne oscurano i
margini equatoriali.
Clicca qui per vedere un'immagine del sistema di M31 tratta dal sito Internet SkyView della NASA (Copyright © 1993, 1994 Association of Universities for Research in Astronomy, Inc. All rights reserved).
Transito sul meridiano. - Il 15 ottobre M31 transita sul meridiano di Palermo alle 22h 12m 17s (T. U.).
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M31 è la galassia gigante più vicina alla nostra; con la Via Lattea ed altre, tra cui le più notevoli sono M32, M110 ed M33, forma il c.d. Gruppo locale.
Ancor oggi M31 è certamente la galassia "esterna" più studiata. E' d'immenso interesse perché permette studi dall'esterno su tutte le caratteristiche di una galassia, caratteristiche che sono in massima parte proprie anche della nostra, ma che non si possono osservare in essa perché ostacolate dall'assorbimento del mezzo interstellare. Vi sono studi permanenti sulla struttura spirale, sugli ammassi globulari e aperti, sulla materia interstellare, sulle nebulose planetarie, sui resti di supernovae, sul nucleo galattico, sulle galassie compagne ed altro ancora.
Alcune di queste caratteristiche sono
di grande interesse anche per gli astrofili: lo stesso Charles Messier scoprì le sue due
compagne più luminose, M32 ed M110, che sono visibili già in un binocolo, e molto
spettacolari con un piccolo telescopio. Gli astrofili meglio equipaggiati, con un
telescopio di almeno 250 mm. di diametro, possono L'osservazione di Molto di più, ad
esempio G1, l'ammasso globulare più luminoso. L'immagine a sinistra é stata tratta dal
sito Internet della NASA, e facendo click su di essa puoi vederla ingrandita.
Ma del "Sistema di M31" fanno parte anche altre due
galassie: NGC147 ed NGC185, che si trovano a distanza maggiore
rispetto al gruppo principale, circa 7° a nord. Sono molto più deboli e ben più
difficili da osservare, pur essendo alla portata di strumenti da 150 mm. in su. Le due
galassie sono separate da meno di 1°, e possono essere osservate insieme con un oculare a
largo campo. Le due galassie si trovano nella costellazione di Cassiopeia. A destra
un'immagine di NGC147 tratta dal sito Internet SkyView della NASA (Copyright © 1993, 1994
Association of Universities for Research in Astronomy, Inc. All rights reserved). Sotto, a
sinistra, un'immagine, tratta dalla stessa fonte, di NGC185.
Recentemente,
lo Hubble Space Telescope ha rivelato che M31 ha un doppio nucleo: probabilmente ha "divorato"
una galassia più piccola, che le si era avvicinata un po' troppo.
Il diametro di M31 è stimato in 200.000 a.l., il doppio della Via Lattea. La sua distanza, tra i 2.2 e i 2.4 milioni di a.l.