M20 (NGC 6514)

Nebulosa diffusa, Trifid Nebula

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Costellazione Sagittario

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Ascensione retta

17h 58'.9

Cenni storici

Declinazione -23° 02'

L'osservazione di M20

Distanza 2.200 a. l.

Cos'altro c'é da sapere

Mag. visuale 9  
Ø (') 25x15
25 min. su Fuji Super G 800 Plus; Newton da 412 mm. F/4.3 dell'O.R.S.A.;
autori: Giorgio Puglia & Carmelo Zannelli. Fa' click sull'immagine per
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Cenni storici

La Nebulosa "Trifida" fu osservata per la prima volta, probabilmente, da Le Gentil nel 1747, durante le sue osservazioni di M8, e fu riscoperta da Messier il 5 giugno 1764.

Secondo Burnham, Messier non vide la nebulosa, ma soltanto un ammasso di deboli stelline, infatti così descrive l'oggetto: "Ammasso di stelle, poco sopra l'eclittica, tra l'arco del Sagittario e il piede destro di Ofiuco. Rivisto il 22 marzo 1781". In realtà, Messier cita una certa nebulosità di M20 nella descrizione di M21, scoperto nel corso della stessa notte "...le stelle di questi due ammassi sono di 8a e 9a magnitudine, circondate da nebulosità." Poiché in M21, in realtà, non è presente alcuna nebulosità, è probabile che, in entrambi i casi, egli abbia semplicemente osservato un insieme di stelle che il suo telescopio non era in grado di risolvere. D'altra parte, è ciò che gli è accaduto anche con tutti gli ammassi globulari che ha osservato, a parte M4 che, grazie alle sue grandi dimensioni angolari ed alla sua scarsissima concentrazione, é certamente il più facile da risolvere anche con strumenti molto modesti.

Fu Herschel che notò per primo il curioso andamento "trilobato" della porzione meridionale della nebulosa, tanto da considerarli tre distinti oggetti. E fu suo filglio John, probabilmente, a darle il nome di "Trifid Nebula": riportiamo nel paragrafo seguente il passo, tratto da "Outlines of Astronomy" di John Herschel, in cui compare probabilmente per la prima volta il termine in questione.

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L'osservazione di M20

sag.JPG (48474 byte)M20 si trova a circa 1.5° a NNO da M8, la "Lagoon Nebula", e nelle fotografie a largo campo, come quella qui a sinistra realizzata da Carmelo Zannelli, i due oggetti formano una splendida coppia, estremamente suggestiva, con l'aggiunta, spesso, di M21 a NE di M20.

M20 è famosa per il suo caratteristico aspetto trilobato. La rossa nebulosa ad emissione, col suo giovane ammasso stellare vicino al centro, è circondata da una nebulosa a riflessione azzurra, che è particolarmente cospicua al suo confine settentrionale.

Ma lasciamo che sia John Herschel a descrivere questo splendido oggetto:

"Il gruppo nebuloso del Sagittario consiste di molte nebulae cospicue di forme veramente straordinarie, non è affatto facile darne un'idea attraverso la semplice descrizione. Una di queste è singolarmente trifida, consistendo di tre masse nebulose brillanti e irregolarmente modellate, che sfumano gradualmente verso l'esterno, ma raggiungono un'elevata intensità luminosa verso i bordi interni, dove racchiudono e circondano una specie di fenditura triforcata, o un'area vuota, bruscamente e rozzamente incurvata, e piuttosto vuota di luce nebulosa. Una bella stella tripla si trova esattamente sull'orlo di una di queste masse nebulose proprio dove il vuoto interno si biforca in due canali. Una quarta massa nebulosa si diffonde come un ventaglio o una piuma ondulata da una stella vicina alla nebulosa tripla." (1)

Transito sul meridiano. - Il 14 giugno M20 transita sul meridiano di Palermo alle 23h 40m 36s (T. U.).

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Cos'altro c'é da sapere

La caratteristica struttura "trifida" della porzione meridionale della nebulosa si irradia dalla stella multipla HN40 (o GC24537), una gigante di tipo spettrale O7, con una mag. assoluta calcolata di circa -5.2; questa stella appare doppia nei piccoli telescopi, e come un sistema multiplo nei più grandi (la tripla di John Herschel); le componenti principali hanno magnitudine, rispettivamente, 6.9, 8.0, e circa 10.5. Con il rifrattore da 36 pollici del Lick Observatory, S. W. Burnham ha trovato ben 6 stelle in questo sistema. La stella principale del gruppo sembra essere la principale fonte di illuminazione della nebulosa, ma é probabile che nel cuore di M20 ci siano diverse altre stelle assai calde, totalmente celate dal materiale oscuro della nebulosa.

La distanza della nebulosa è abbastanza incerta: le valutazioni proposte vanno dai 2.200 a.l. ai 7.600.

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Note

1. - John Herschel: Outlines of Astronomy, Blanchard & Lea, Philadelphia, 1856 (Fourth Edition), pag. 514, n° 888.