NGC869+NGC884 (h & c Persei)

Ammasso galattico

Costellazione Perseo
doppio ammasso

ndice

Ascensione retta h: 02h 19m.0
c: 02h 22m.4
Cenni storici
Declinazione h: +57° 09'
c: +57° 07'
L'osservazione
Distanza h: 7170 a.l.
c: 7500 a. l.
Cos'altro c'é da sapere
Mag. visuale

h: 4.3
c: 4.4

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Ø (') h & c: 30 L'immagine proposta è stata ripresa con il Newton da 412 mm. f/4.3 dell'O.R.S.A.; 15b min. su Fuji Super G 800 Plus: Autori Giorgio Puglia e Carmelo Zannelli.
Trumpler I, 3, r

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Cenni storici

Questo splendido oggetto divide con in grande ammasso M44 nel Cancro, il famoso "Praesepe", l'onore di essere stato una delle prime due nebulae registrate nel catalogo stellare di Ipparco. Dopo Ipparco, lo registrò Tolomeo nell'Almagesto, quindi Al-Sûfi e Ulugh Begh, nei rispettivi cataloghi. Tra i grandi compilatori di cataloghi stellari non lo riportano invece Tycho Brahe ed Hevelius. Ed è veramente singolare che quest'oggetto, noto fin dall'antichità e visibile ad occhio nudo, manchi nel Catalogo di Messier.

L'osservazione del Doppio Ammasso di Perseo

Il famoso "Doppio Ammasso di Perseo" è uno dei più classici esempi di ammassi galattici: chiaramente visibile ad occhio nudo, tanto da essere conosciuto fin dall'antichità più remota, è uno splendido oggetto per i binocoli e per i piccoli telescopi amatoriali.

Ad occhio nudo è facilmente visibile, come abbiamo già detto, a metà strada tra le stelle della costellazione di Perseo e la classica "W" di Cassiopeia. Un piccolo telescopio già rivela che questa macchia luminosa consiste di due splendidi ammassi stellari che appaiono insieme nel campo visivo, formando uno degli oggetti più cospicui di tutto il cielo: nella rappresentazione mitologica della costellazione, quest'oggetto costituisce l'elsa della spada di Perseo, e negli atlanti stellari è spesso identificata come "h-c Persei": "h" sarebbe NGC869, e "c" NGC884.

Con un modesto binocolo è facile osservare entrambi gli ammassi nello stesso campo. Con un telescopio occorre usare un oculare che consenta di avere un campo di circa 1°: il che significa, a meno di non usare oculari grandangolari estremamente costosi, non superare i 30 ingrandimenti con un riflettore da 114 mm. Chi avesse la ventura di disporre di un 200 mm. può spingersi fino a 40-50 ingrandimenti.

Cos'altro c'é da sapere

In una breve descrizione del Doppio Ammasso di Perseo, pubblicata negli Harvard Annals del 1908, I. S. Bailey stima il diametro apparente di ciascun ammasso in 30'; in un conteggio di stelle fino alla 12a magnitudine egli trovò circa 400 stelle in NGC869 e circa 300 in NGC884. Lo Sky Catalogue, che riporta uno studio di G. Lynga fatto molto più di recente (1983) sulle lastre del National Geographic Society-Palomar Observatory Sky Survey, dà una valutazione di, rispettivamente, 200 e 150.

Le stelle più brillanti sono di tipo spettrale B0 in entrambi gli ammassi, ma raggiungono magnitudine 6.55 in NGC869, mentre si fermano a 8.05 in NGC884.

Nel 1913 Adams e Van Maanen misurarono la velocità radiale dell'ammasso e trovarono che fosse circa di 50 kms in avvicinamento.

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